Lavastoviglie, modi di smaltimento del vapore

Le lavastoviglie in commercio, di cui si possono visionare i modelli dei principali brand su sceltalavastoviglie.it, si trovano in commercio in una varietà di prodotti sempre più accessoriati e multifunzionali. Lavare i piatti può diventare un lontano (e brutto) ricordo se si sceglie di dotarsi in cucina di questo elettrodomestico che libera soprattutto le donne dall’antipatica consuetudine quotidiana di dover smaltire piatti di piatti, bicchiere e pentolame sporco con un consumo idrico non indifferente, sicuramente superiore a quello previsto se si usa questo utile apparecchio. Le lavastoviglie si differenziano per un insieme di parametri, uno dei quali è il modo in cui viene smaltito il vapore. Le tipologie più diffuse sono i modelli a condensazione naturale, a ventilazione e con condensatore di calore. Vediamo meglio di che si tratta.

Nelle lavastoviglie a condensazione naturale il vapore si concentra sulle pareti della macchina, realizzate in freddo acciaio, senza finire sulle stoviglie. Nei modelli a ventilazione, invece, l’iter di condensazione naturale è velocizzato dal movimento di una ventola che accelera il processo di smaltimento del vapore. Infine, nelle lavastoviglie a condensatore (o scambiatore) di calore il vapore che si addensa sulle pareti della macchina confluisce in un serbatoio. Oltre a queste tipologie, se ne aggiunge una quarta a scarico esterno che, però, richiede un impianto ad hoc, dove terminato il ciclo di lavaggio il vapore viene espulso fuori, mediante l’apertura di un varco in automatico. A prescindere dal tipo di asciugatura, la norma stabilisce che ogni lavastoviglie rientri in classe A, una sorta di distintivo a garanzia di qualità ed efficienza.

Nella scelta di una lavastoviglie è anche importante calcolare il consumo idrico previsionale, indicato in misura sommaria sulla scheda tecnica del prodotto. In media si calcola un consumo medio fra i 2500 e il 3500 litri annui su un campione di circa 280 cicli di lavaggio a temperature elevate e con prelavaggio. Da controllare anche il grado di rumorosità, che rappresenta un deterrente nell’acquisto delle lavastoviglie anche più dotate. Al pari della classe energetica, anche il livello di rumorosità è un dato riportato nella scheda tecnica, calcolato in decibel. Le lavastoviglie di nuova generazione sono molto più silenziose di quelle più datate, attestandosi su valori compresi fra 40 e 50 decibel, le migliori hanno anche sensori per silenziarle in caso di attivazione notturna.